Master di II livello in “Gestione dei Beni Confiscati alla mafia – Rocco Chinnici”

Motivazioni

A 35 anni dalla legge Rognoni-La Torre, pilastro fondamentale della politica anti-mafia, dare nuova vita a un bene confiscato alla mafia rimane un processo lungo e complesso, che porta spesso a una sensibile riduzione del valore economico (e sociale) dei beni, anziché ad una loro valorizzazione.

Tra denaro, beni immobili, terreni e aziende, i beni confiscati alle mafie valgono almeno 25 miliardi di euro. Dal 1982 a oggi sono stati sequestrati e confiscati 27mila beni tra cui ville, castelli, alberghi, cliniche, supermercati, stabilimenti balneari, auto di lusso. Di questi solo 11mila sono stati riconsegnati alla comunità. Questo patrimonio, ancor più prezioso in un contesto di persistente austerità, oggi aumenta sensibilmente con l’estensione della disciplina ai reati di corruzione.

Le criticità che portano ad una sua scarsa valorizzazione sono molteplici ed attengono sia al quadro giuridico sia alla scarsa attenzione agli aspetti economico aziendali.

Obiettivi formativi

Il Master mira a formare le figure professionali operanti lungo la filiera che porta a dare nuova vita ai beni confiscati alla mafia: dalla prevenzione patrimoniale e dalla confisca dei beni, alla loro successiva valorizzazione e riutilizzo a fini sociali. Si ritiene che una formazione fortemente interdisciplinare, debole nel panorama esistente dei master sul tema, possa fornire una risposta adeguata al problema dello scarso utilizzo e riconversione della ricchezza illegale.

Il profilo del Master è a forte vocazione gestionale – aziendale e il suo obiettivo primario è la formazione di amministratori giudiziari che siano anche imprenditori, ossia che abbiano la capacità e la lungimiranza di permettere all’azienda di sopravvivere alla vicenda processuale della misura di prevenzione e guadagnarsi una nuova e più fiorente collocazione nel mercato e susseguente suo corretto posizionamento.

Il conseguimento degli obiettivi formativi del Master dovrebbe portare i partecipanti a conoscere la normativa di settore, districandosi nelle delicate dinamiche socio economiche che si innestano all’indomani del sequestro, e le problematiche relative alla successiva confisca ed alla destinazione del bene, ed il fondamentale ruolo dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati. Dovrebbe essere in grado di assistere banche ed aziende commerciali interessate dalle misure di prevenzione patrimoniali (principalmente avvocati e commercialisti e, più in generale iscritti agli ordini professionali). Dovrebbe fornire adeguati strumenti di conoscenza del regime della tutela dei terzi nelle misure di prevenzione, recentemente novellate dal Codice Antimafia (imprenditori e dirigenti e funzionari delle aziende).

Il partecipante, al conseguimento del titolo, dovrebbe anche possedere una conoscenza approfondita delle complesse e delicate problematiche connesse alle funzioni e ai compiti dell’amministratore giudiziario, dai rapporti con il tribunale e con il giudice delegato alla soluzione di problemi pratici, dalla redazione del bilancio ai contatti con l’Agenzia dei Beni Sequestrati e Confiscati, dai rapporti con contraenti e fornitori agli scenari legati all’accesso al credito, dalla gestione dei rapporti con le procedure concorsuali al pagamento dei debiti.

Infine, il Master dovrebbe fornire le necessarie competenze economico-aziendali per consentire a imprenditori (sociali e non) e alle aziende non profit di conoscere le opportunità offerte dalla valorizzazione del patrimonio confiscato, di saper avviare e gestire un’attività imprenditoriale in grado di coniugare in maniera sostenibile efficienza ed efficacia sociale, affinché possa offrire le stesse o migliori opportunità occupazionali rispetto all’alternativa illecita.

Destinatari e sbocchi occupazionali

Destinatari potenziali delle attività formative del Master sono professionisti impegnati nelle attività svolte dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati e dall’amministratore giudiziario (coadiutore), dai Nuclei di supporto prefettizi, dalle amministrazioni pubbliche centrali o locali a cui i beni vengono affidati per deciderne la destinazione. Altri destinatari sono gli imprenditori sociali cui i beni sono affidati e chi dovrebbe monitorare il conseguimento effettivo di un fine sociale.

La composizione dell’aula – composta da vari profili: ausiliari del magistrato, commercialisti, avvocati, dipendenti delle amministrazioni pubbliche centrali e territoriali, operatori di pubblica sicurezza, imprenditori sociali, operatori del volontariato e dell’associazionismo antimafia e anti-usura – dovrebbe risultare sufficientemente eterogenea da garantire la presenza di portatori di rilevanti esperienze e l’adozione di metodi didattici innovativi (meno teorici e più adatti a esigenze del tipo “saper fare”).

Le opportunità di sbocco includono sia il probabile ampliamento del personale dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni sequestrati e confiscati, sia l’istituzione dell’Albo degli amministratori giudiziari. Inoltre, i dati ISTAT mostrano una crescita occupazionale nel terzo settore, nonostante la crisi economica.

Il Master dovrebbe garantire una formazione specialistica a chi vuole acquisire competenze in questo ambito e contribuire ad un adeguamento culturale nella gestione delle imprese per raggiungere la credibilità necessaria per contrapporsi a ciò che la criminalità organizzata offre sul territorio.

Metodi didattici

Il Master prevede tradizionali lezioni frontali (29 moduli da 12 ore ciascuno), lezioni in e-learning, casi studio e case history, stage e project work finali per un totale di 1500 ore. Il Master avrà la durata di un anno in modalità in presenza, nelle sedi della Fondazione YMCA Italia in Roma e Catania.

Lo stesso prevede l’adozione di metodi innovativi volti a valorizzare i discenti, quali portatori di esperienze rilevanti, nel processo di creazione e trasferimento di conoscenza. Si farà ricorso, in particolare, all’Action Learning che mira a garantire la reale trasferibilità dei contenuti agli studenti, attraverso un loro coinvolgimento attivo nel processo formativo.

Tale metodo didattico (chiamato anche learn by action) è definito come un processo continuo e interattivo di apprendimento e riflessione il cui input non proviene solo dal docente, ma anche dai discenti, ed è orientato alla soluzione di problemi reali o pratici.

A tal fine si effettuerà l’analisi dei fabbisogni specifica ai diversi gruppi componenti l’aula, l’identificazione condivisa dei temi chiave e la co-produzione della conoscenza attraverso strumenti atti a valorizzare e condividere l’esperienza di ciascuno con il resto della classe.

La trattazione teorica degli argomenti, attraverso metodi tradizionali di didattica frontale e di casi studio, si pone all’inizio del modulo, al fine di omogeneizzare il livello di partenza delle conoscenze, e nuovamente alla fine dello stesso, volta a garantire un corretto e adeguato inquadramento concettuale delle nozioni apprese attraverso il confronto peer-to-peer.

Tra i molteplici benefici del metodo dell’action learning si segnala lo sviluppo di un’attitudine proattiva (independent learning), premessa importante per avviare processi di formazione continua. Inoltre, i discenti non aventi alle spalle un’esperienza lavorativa sul tema beneficiano non solo dei concetti teorici ma anche delle risultanze esperienziali degli altri discenti.

Dal punto di vista del docente, l’adozione di questo metodo implica una maggiore personalizzazione del programma e delle attività del corso alle caratteristiche e alle esigenze dell’aula, che varia da un anno accademico all’altro. Il docente non è più l’unico soggetto attivo in aula ma si trasforma in un soggetto che guida gli studenti nell’interpretazione della propria esperienza e nella riflessione sulle sfide professionali future.

Il costo del Master è di € 2000,00.
La domanda di iscrizione deve pervenire entro il 16 dicembre 2019, seguendo le indicazioni del bando di cui al seguente link: https://web.uniroma2.it/module/name/Content/navpath/DID/section_parent/7220
oppure scaricando il seguente documento:

Gestione dei beni confiscati alle mafie Rocco Chinnici 2019 2020 (309 KB)


La Fondazione YMCA Italia metterà a disposizione ai primi 25 in graduatoria una borsa di studio volta a coprire la metà del costo d’iscrizione.

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