Master in Misure di Prevenzione Patrimoniale

Scriveva un tempo Cesare Beccaria, nel prologo del famoso Dei delitti e delle pene, che “è meglio prevenire i delitti che punirli; questo è il fine ultimo e principale d’ogni buona legislazione, che è l’arte di condurre gli uomini al massimo di felicità o al minimo d’infelicità possibile, per parlare secondo tutti i calcoli dei beni e dei mali della nostra vita. Volete prevenire i delitti? Fate che le leggi siano chiare, unite, semplici. Fate, poi, che le leggi favoriscano meno le classi degli uomini ma gli uomini stessi”.

Da queste brevi ma dense riflessioni emerge nitida l’idea dell’importanza dell’agire prevenzionale, il quale è, in sé considerato, prioritario rispetto a qualunque più ampio discorso sulla funzione e qualità della sanzione penale, parametro d’azione dal quale non può prescindere l’interprete e l’operatore del diritto che voglia ricondurre concetti eterogenei a parametri unitari.

La moderna teoria dell’induzione sistematica impone, poi, di guardare a fenomeni complessi attraverso lenti multifocali che sappiano rendere al contempo nitide e ravvicinate le immagini di un diritto troppo spesso frammentato e disorganico che sembra, talvolta, ripiegarsi su se stesso senza riuscire a fornire adeguata soluzione ai problemi contingenti.

In questo complesso ambito si inserisce il tema delle misure di prevenzione, specialmente di quelle a carattere patrimoniale, le quali notoriamente rappresentano uno degli strumenti più duttili ed efficaci, per contrastare la criminalità organizzata.

I meccanismi della prevenzione, finalizzati all’aggressione ed all’apprensione dei beni e dei capitali illeciti, privano, infatti, i sodalizi criminali dei patrimoni acquisiti ed impediscono, al tempo stesso, la riproduzione di una ricchezza che mostra, fin da subito, le proprie origini dubbie. L’intera materia ha subito di recente un radicale riassetto normativo: dapprima ad opera del cd. “pacchetto sicurezza” (introdotto con decreto legge 23 maggio 2008, n. 92, recante “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica”, convertito, con modifiche, in legge 24 luglio 2008, n. 125), ispirato alla finalità di adeguare le forme di contrasto statale alle associazioni criminali di tipo mafioso, alle più moderne tecniche di indagine patrimoniale; quindi, ad opera della legge 15 luglio 2009, n. 94 (recante “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, si tratta del così detto “collegato sicurezza”, chiamato anche “nuovo pacchetto sicurezza”); ed infine, per mano governativa, con l’introduzione, ad opera del Dlgs. n. 159 del 2011, del c. d. Codice antimafia contenente una riscrittura organica delle numerose e frammentate disposizioni in materia, nonché una serie di rilevanti novità, di cui non è ancora del tutto possibile apprezzare appieno la valenza innovatrice.

La confisca tende a restituire alla collettività beni frutto di attività illecite che, in assenza di una efficiente normativa, resterebbero nella disponibilità delle organizzazioni criminali anche in presenza di pesanti condanne detentive di taluni degli associati.
Di converso, una inefficiente gestione dell’ormai ragguardevole patrimonio sottratto alle cosche, oltre a costituire una perdita economica per lo Stato, rischia di dare una cattiva immagine dell’azione repressiva delle istituzioni. Figura chiave nella gestione di beni ed aziende, soprattutto nella fase del sequestro, è quella dell’amministratore giudiziario, professionista nominato dall’Autorità Giudiziaria con il compito di amministrare il compendio sequestrato.

Il Master di II livello, promosso da Fondazione YMCA Italia Onlus su project management di R.U.O. Research Unit One, Centro di Ricerca sulla Comparazione Giuridica e il Patrocinio di Fondazione Rocco Chinnici, si rivolge, a coloro che vogliono coadiuvare la magistratura nel delicatissimo settore della lotta alla criminalità organizzata. L’ ausiliario del Magistrato dovrà occuparsi dell’attività di gestione e amministrazione dei beni di cui sia disposto il sequestro pendente il procedimento di prevenzione, conoscendo la normativa di settore, districandosi nelle delicate dinamiche socio economiche che si innestano all’ indomani del sequestro.

Dovrà conoscere anche le problematiche relative alla successiva confisca ed alla destinazione del bene, ed il fondamentale ruolo dell’Agenzia Nazionale dei Beni Sequestrati e Confiscati.

Inoltre è sempre più frequente l’ ipotesi che le misure di prevenzione patrimoniali colpiscano soggetti ed aziende in rapporti commerciali con banche od imprese del tutto estranee alle condotte criminose, ma che vedono i propri diritti travolti dal procedimento.

Il corso si rivolge quindi anche ai professionisti (principalmente avvocati e commercialisti) che assistono banche ed aziende commerciali, così come agli imprenditori ad ai dirigenti e funzionari delle aziende che vogliono acquisire adeguati strumenti di conoscenza del regime della tutela dei terzi nelle misure di prevenzione, recentemente novellate dal Codice Antimafia.

OBIETTIVI FORMATIVI

Obiettivo del Master di II Livello sulle Misure di Prevenzione Patrimoniale, è formare una nuova classe di professionisti, esperti e qualificati che operino a supporto della magistratura nell’attività di custodia, gestione e amministrazione dei patrimoni sequestrati alle associazioni criminali.

Lo scopo essenziale dell’attività formativa è quello di offrire ai partecipanti le competenze fondamentali e qualificanti , non solo per le problematiche inerenti l’assegnazione in gestione del bene confiscato, ma, altresì, la corretta visione aziendale, imprenditoriale ed economica volta a far sì che quel bene diventi una risorsa concreta per il territorio e un modello di efficienza.

Il Master di II Livello sulle Misure di Prevenzione Patrimoniale si rivolge ai laureati magistrali in giurisprudenza, ai praticanti e ai professionisti del diritto che vogliano approfondire e padroneggiare tale settore strategico, per la vita del Paese, e tale impianto normativo fornendo agli allievi una conoscenza approfondita delle complesse e delicate problematiche connesse alle funzioni e ai compiti dell’amministratore giudiziario, dai rapporti con il tribunale e con il giudice delegato alla soluzione di problemi pratici, dalla redazione del bilancio ai contatti con l’Agenzia dei Beni Sequestrati e Confiscati, dai rapporti con contraenti e fornitori agli scenari legati all’accesso al credito, dalla gestione dei rapporti con le procedure concorsuali al pagamento dei debiti.

In pratica una visione completa e specialistica di tutti gli strumenti concettuali e analitici per il concreto svolgimento del mandato di amministratore giudiziario di beni soggetti a misure di prevenzione patrimoniale con competenze di alto profilo di gestione imprenditoriale e aziendale.

Le iscrizioni al Master sono aperte fino al 30 settembre, ha durata annuale ed avrà inizio a partire dalla seconda metà del mese di Ottobre.

Quota d’iscrizione

La quota di iscrizione al Master è di €2850.00 con copertura di €1700.00 da Borsa di Studio.

Per ulteriori informazioni rivolgersi al referente del Master info.master@fondazioneymcaitalia.it o compilare il modulo sottostante.

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